In Terrazza a Panarea, 100×80 cm

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Descrizione

C’è un momento dell’estate, quando il sole si abbassa e l’aria sa di sale, fichi e musica lontana, in cui Panarea smette di essere isola e diventa sensazione. In quest’opera, Antonello Blandi cattura esattamente quel momento: il battito leggero della giornata, tra una terrazza fiorita e il richiamo di un bicchiere ancora pieno.


Una terrazza che racconta mille notti

Il quadro si apre con una scena domestica e perfetta: un tavolino apparecchiato in terrazza, due calici, un bicchiere mezzo pieno ed una granita. È il preludio o l’eco di una notte. Sullo sfondo, le case eoliane colorate e flessuose sembrano scivolare dolcemente verso il mare, come se stessero seguendo il ritmo della musica che arriva da lontano — forse dal Raja, tempio notturno di Panarea, dove le estati si accendono e si consumano sotto le stelle.


Panarea che vibra tra chiacchiere e onde

Tutto il villaggio sembra avvolto da un’energia spensierata, ma antica, come una festa che torna ogni anno da decenni, con nuovi volti e gli stessi tramonti. I tetti sono terrazze per brindare, i fiori esplodono come coriandoli, le scale sono piste da ballo. E sullo sfondo, Stromboli fuma piano, spettatore silenzioso delle barche che rientrano all’alba con la musica ancora accesa.

“In Terrazza a Panarea” è un omaggio alla leggerezza dell’estate eoliana, a quelle giornate che non hanno bisogno di definizione perché bastano da sole. È la memoria condivisa di chi ha danzato, amato, aspettato o anche solo ascoltato.

Un’opera che parla a chi ha vissuto anche una sola notte a Panarea, perché basta una per ricordarla per sempre.